Regione Lombardia

Breve storia di Barlassina

Ultima modifica 6 novembre 2019

Il nuovo secolo

Il nuovo secolo si apre con una grande novità per Barlassina: finalmente, dopo l'aggregazione con il Comune di Seveso, il 12 giugno 1901 il Parlamento con l'art. 1 declama che "il Comune di Barlassina... è ricostituito in Comune autonomo" (Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 309). Portavoce in Parlamento della causa barlassinese, che tanto premeva a tutta la popolazione, è stato dapprima l'On. Radice di Birago, e successivamente, a causa della sua morte, l'On. Arnaboldi di Carimate. Una grande conquista di cui ci rende partecipi ancora oggi la poesia di Carlo Valtolina Liberazione dalla sevesina schiavitù: si comprende bene nelle parole di questo salumiere, uomo dai molti interessi e vivo sostenitore dell'indipendenza di Barlassina, quanto sia stato sofferto il legame forzato con Seveso.

La sede municipale

Il nuovo Comune indipendente troverà sede da subito in palazzo Rezzonico dove gli verranno affittati alcuni locali di proprietà dell'Opera Pia Porro. Questa resterà, ed è tuttora, la sede municipale, oltre che la sede delle principali attività politiche, amministrative, sociali e culturali del paese.

Non contenti per aver ottenuto l'indipendenza, fiduciosi e speranzosi, i Barlassinesi si fanno ancora avanti reclamando, nel 1908, il Mandamento che era di pertinenza di Barlassina già nel Settecento con il governo austriaco. Questa volta però il Consiglio di Stato, con grande delusione per tutti i cittadini, respinge l'istanza.

Certo è stata più sconvolgente per la popolazione la terribile tromba d'aria, "il ciclone", che nel 1910 ha messo in subbuglio il nostro paese.
Nello stesso anno un evento assai più piacevole porterà invece una bella novità per Barlassina: viene inaugurato il Tiro a Segno Nazionale che, realizzato su un terreno che era stato di proprietà dell'Opera Pia Porro, oltre a funzionare effettivamente come tiro a segno (sparavano fino a 300 metri), era dotato del campo sportivo dove il "Barlassina" giocava il campionato di calcio, era meta dei giochi dei bimbi e luogo di villeggiatura vicinissimo al paese e immerso nel verde.

Le vicende di aggregazioni e "liberazioni" non si concludono subito. Ancora nel 1927 Seveso rivendica la riaggregazione del Comune di Barlassina e, nello stesso anno, due frazioni di Lentate sul Seveso, Birago e Camnago, chiedono invece di essere aggregate a Barlassina dei cui servizi ampiamente usufruiscono. Ma tutto, come bene sappiamo, è rimasto invariato!

Lo stemma

Finalmente nel 1930 viene adottato lo stemma del Comune.
Dopo le ricerche condotte dalla professoressa Caterina Santoro presso l'Archivio Storico Civico di Milano, viene adottato e depositato lo stemma delineato, insieme ad altri stemmi di Comuni lombardi, in un codice del VIII secolo. Lo stemma, che noi tutti conosciamo bene, rappresenta una pianta verde uscente da un pozzo d'oro, accostato da due leoni rossi, rampanti, affrontanti sul fondo azzurro.

Alla Delibera Comunale di approvazione del 15 luglio 1930, a firma del commissario prefettizio Pasquale Ancona, faranno seguito il decreto per il diritto di fare uso di uno stemma comunale del 19 marzo 1931, e il documento solenne di approvazione, a firma del re Vittorio Emanuele III, del 4 febbraio 1932.

Le Scuole Elementari

Tappa altrettanto importante e significativa dello sviluppo e della crescita di Barlassina è la costruzione del fabbricato sede delle nuove Scuole Elementari in via Martiri Fascisti, l'attuale via C. Colombo.
Nel 1933 le Scuole Elementari vengono inaugurate.

A dire il vero sarà un lungo percorso quello che porterà alla realizzazione dell'edificio.
Dopo numerosi tentativi per ottenere un finanziamento l'edificio verrà realizzato grazie al contributo dell'Opera Pia Porro. Il Comune, secondo gli accordi, inizialmente pagherà un affitto all'Opera Pia in attesa di ottenere un finanziamento che alla fine gli verrà concesso dalla stessa Opera Pia a cui non pagherà più l'affitto bensì il mutuo per il riscatto del debito. Una vicenda lunga e travagliata che permetterà comunque a Barlassina di avere delle scuole moderne e ben organizzate.

La Seconda Guerra Mondiale

Barlassina, come tutta l'Italia, viene coinvolta nella Seconda Guerra Mondiale e nel clima politico fascista. Le immagini del Duce sono presenti anche lungo il corso Vittorio Emanuele, l'attuale corso Milano, e sono ben visibili nelle cartoline dell'epoca insieme a scritte sulle pareti tra cui "chi osa vince''' visibile sul prospetto della Rotonda di palazzo Rezzonico o ancora "lo stato fascista è per volontà di potenza e di imperio" proprio su una facciata della sede comunale.
Il paese in quegli anni viene modernizzato, si diffonde la fornitura elettrica, il corso viene illuminato, viene aperto un nuovo pozzo per l'acqua, insieme a tanti piccoli avvenimenti legati alla necessità di migliorare le condizioni di vita.
In pieno periodo bellico il Commissario Prefettizio Pozzoli Alfredo affida l'incarico all'allora messo comunale Giulio Garbagnati della distribuzione delle tessere annonarie.

La ripresa e la crescita

Passa anche questa fase, finisce la guerra, termina il regime fascista e, con un gesto liberatorio, tutte le vie che con la loro denominazione ricordavano il periodo fascista, cambiano il loro nome.
Nel 1946 si svolgono le prime elezioni Amministrative, l'elezione dei Deputati all'Assemblea Costituente ed il referendum istituzionale.
Nel 1951 viene fissata l'eleggibilità dei nuovi Consiglieri comunali con il sistema maggioritario; ma è anche l'anno dell'alluvione del Polesine e il nostro paese stanzia i fondi per l'insediamento sul nostro territorio degli alluvionati.
Vicende politiche importantissime che hanno segnato una svolta fondamentale non solo per Barlassina ma per tutta l'Italia, vicende che non hanno comunque impedito il proseguire della normale vita di paese. Nel 1948 viene infatti allestita in palazzo Rezzonico l'Esposizione Permanente del Mobile di Barlassina, omaggio ai numerosi artigiani, che con le loro botteghe animano l'attività e la produzione di mobili rifacendosi ad una tradizione tramandatasi negli anni che vede nella Scuola di Disegno una delle principali espressioni.

Altri cambiamenti tuttavia sono il segnale chiaro di una nuova fase, di sviluppo e di crescita, la cui prima vittima è la "rizzada", i sassi della pavimentazione della via Nazionale dei Giovi che ora prende il nome di corso Milano. Un segno caratteristico che segnava l'entrata e l'uscita in paese, motivo di lamentele per i "forestieri", viene eliminata nel 1955 con uno strato di asfalto segnando una vera e propria svolta, non solo materiale, ma anche culturale e sociale: cambia il modo di percorrere e di vivere la via che prima era prevalentemente un luogo di sosta per chiacchierare, per scambiarsi le opinioni, per giocare, regno delle biciclette e dei bambini a piedi nudi.

A distanza di pochi anni il Consiglio approva la copertura dei colatoi, i "fossi" sul corso Milano verso nord: con questa nuova decisione il corso diviene come noi tutti lo conosciamo e questo è un ulteriore segnale del grande cambiamento che è in atto.

Al di là di questi fatti specifici, gli anni '50 sono fortemente segnati dall'inizio dell'espansione urbanistica, a partire dalle case del piano Tupini di via Manzoni a quelle Ina del piano Fanfani, e via via in un continuo crescendo di nuove realizzazioni.

L'espansione

Nell'ottica dell'espansione il 1953 vede il taglio della "collina" per la rettifica della strada Barlassina-Cogliate (l'attuale via Longoni) che interessa la via Matteotti, parte della via Milite Ignoto e la strada Consortile n° 10.
E’ anche l'anno della nascita della prima banca sul territorio: la Cassa Rurale ed Artigiana, l'attuale Banca di Credito Cooperativo.

Accanto a questo grande e crescente fenomeno d'espansione tanti piccoli episodi caratterizzano questi anni di vita comunale: nel 1954 la Società Operaia di Mutuo Soccorso, adiacente la Scuola di Disegno, viene assorbita dall'Amministrazione Comunale; nel 1955 il Cimitero comunale viene ampliato per la prima volta; nel 1960 l'ufficio postale viene trasferito dall'attuale largo Diaz in piazza Cavour; nel 1962 viene fondata la Biblioteca Comunale con sede in palazzo Rezzonico.

Politicamente l'Amministrazione Comunale vive una grave crisi nel 1963, tanto da rendersi necessario l'intervento del Commissario Prefettizio Dr. Michele Attardo, ma nel dicembre dello stesso anno la situazione viene risolta e viene eletto come sindaco il signor Sergio Calloni.

Nel 1963 il Consiglio Comunale approva l'assunzione degli oneri derivanti dall'istituzione delle Scuole Medie a completamento della scuola dell'obbligo. La sede provvisoria è nell'edificio della Scuola di Disegno rimesso a nuovo ma verrà presto realizzata la nuova sede, in via Colombo a fianco delle Scuole Elementari, su progetto degli architetti Mario Asnago e Claudio Vender (1965-70). Degli anni '70 è invece la palestra di via Vecellio, strettamente collegata alle scuole e successivamente ampliata negli anni '90.
Nello stesso anno (1963) viene istituito il "Servizio di Raccolta e Trasporto dei Rifiuti Urbani" affidato all'impresa IGM.
Dopo quattro anni viene installata la rete di distribuzione del Gas metano (1967): l'incaricata è la ditta ASTER, poi SERENISSIMA GAS.
Viene approvata anche la spesa di partecipazione alla costruzione del COLLETTORE consorziale Seveso-Barlassina-Lentate per la depurazione delle acque nord-Milano.

A futura memoria per tutti noi, ricordiamo brevemente alcune delle vicende che hanno caratterizzato gli anni '70:
- nel 1971 l'Amministrazione Comunale approva il progetto per l'innesto della viabilità cittadina sulla costruenda Superstrada Milano-Meda-Lentate sul Seveso;
- nel 1973 la Scuola di Disegno cessa la sua operatività con il pensionamento dell'ultimo insegnante rimasto, il signor Maderna Aldo, e viene approvata l'adesione al costituendo Parco delle Groane;
- nel 1974 si ampliano le Scuole Elementari e si costruisce un nuovo pozzo per l'acquedotto in via Paganini;
- nel 1975 il Comune acquista dal sig. Silva di Seregno il cortile della Fameta, l'ufficio postale viene trasferito nella sede della Cassa Rurale di via Piave, viene acquistato un pullman da adibire al servizio di scuolabus e il Sindaco e la Giunta sono eletti con il sistema proporzionale;
- il 25 gennaio 1978 esce il primo numero dell’Informatore Comunale, periodico delle forze politiche sul territorio;
- il 10 giugno 1979 si vota per l'elezione del 1° PARLAMENTO EUROPEO.

I Rioni

Gli anni '80 vedono la suddivisione del territorio comunale in 8 rioni: il Mounteu, il Louet, il Polenta e Pairoeu, la Fameta, la Cascina Santa Maria, il Bourghett, l'Acqua Colda e il Fabricun, in occasione dell'istituzione della "Cursa di Asnitt" che viene disputata la terza domenica di settembre dal 1982 ad oggi. Una festa per tutto il paese che richiama il tradizionale riferimento a Barlassina paese degli asini.
Ogni anno la manifestazione, dalla benedizione degli asini in piazza alla sfilata con carri allegorici e alla corsa vera e propria degli asini, attira tantissimi visitatori partecipi entusiasti di un appuntamento che ormai è entrato nelle nostre tradizioni.

Palazzo Rezzonico e l'abbellimento urbano

Terminiamo questa breve cronaca ricordando due fatti molto importanti degli anni '90: nel 1998 il Comune finalmente acquisisce la proprietà del palazzo Rezzonico, dei giardini di via Piave e dell'area dell'ex Tiro a Segno.

I Barlassinesi con l'apertura del secolo hanno riacquistato l'autonomia dal comune di Seveso, e con la sua chiusura sono entrati in possesso di quella che da sempre è stata la sede comunale, di quella che sarà per tutti la Casa Comunale, nuovamente ristrutturata e aperta alla popolazione. L'intero complesso, di cui fa parte anche il cortile adiacente con l'ingresso da via Piave, sarà sottoposto ad un generale intervento di ristrutturazione a partire dai rifacimento della copertura, degli intonaci, dei serramenti, fino all'adeguamento tecnologico e ad alcune modifiche della distribuzione interna. I lavori, resisi indispensabili, verranno realizzati in più lotti e permetteranno un migliore utilizzo del palazzo offrendo ai Barlassinesi la possibilità di avere un centro di riferimento che offre più servizi e in cui potersi riconoscere.

Infine, a completamento delle opere di "abbellimento urbano" realizzate negli anni '90, il lato nord della piazza e la sistemazione della via Matteotti, sono stati sistemati tutti i marciapiedi lungo corso Milano. I lavori di rifacimento hanno ampliato l'asse stradale e nello stesso tempo hanno reso più praticabili e agibili i marciapiedi per tutti i pedoni.
Nel rispetto delle norme per il superamento delle barriere architettoniche, sono stati garantiti e facilitati gli attraversamenti, sono stati inseriti dei dissuasori per evitare i parcheggi al di fuori degli spazi consentiti, è stata rifatta la segnaletica, sia verticale che orizzontale, e sono stati realizzati anche elementi di arredo urbano.
Con questo intervento corso Milano, da sempre luogo di riferimento e di ritrovo, ha acquisito una nuova percorribilità anche per i pedoni.
Sono stati inoltre realizzati il parco giochi “Tricolandia in via Paganini, una pista ciclabile in via Paganini, un parco giochi in via Foscolo e una rete di piste ciclopedonali lungo le vie del paese.